VÆVER

@credits photo Alessandro Fiori

(versione duo) di Emanuele Maniscalco e Camilla Monga / produzione VAN / coproduzione Teatro Grande di Brescia / musica di Emanuele Mansicalco / danza e coreografia Camilla Monga

Balletto di Toscana / progetto di Emanuele Maniscalco e Camilla Monga / produzione VAN e Rete Anticorpi Vetrina XL / coreografia Camilla Monga / musica di Emanuele Maniscalco / danzatori Balletto di Toscana

VÆVER è un sostantivo danese che significa tessitore (come weaver in inglese), ma è anche un aggettivo che indica un movimento agile ed elegante. La parola è stata scelta da Emanuele per intitolare un progetto che offre un punto di vista inedito e stimolante nel campo della performance d’improvvisazione. Maniscalco infatti, in quasi due decenni di intensa attività come batterista e pianista/tastierista ha avuto modo di sviluppare un linguaggio profondo ed essenziale su entrambi i suoi strumenti principali; la ricerca di una sintesi lo ha naturalmente condotto a unirli in un’azione musicale di grande suggestione. Riducendo per necessità la quantità di informazioni possibili su ciascuno strumento - il set è interamente suonato dal vivo, talvolta con l’ausilio di un semplice sequencer - Emanuele ha trovato una dimensione espressiva ideale, interamente fondata su qualità come equilibrio, memoria, ripetizione. Il materiale è in parte scritto, in parte improvvisato e non proviene da un linguaggio unico, ma trae spunti indiretti da tutte le influenze preferite: dal jazz all’ambient music, dalla musica popolare brasiliana a quella colta del Novecento, da Bach all’art pop. Ogni idea è sviluppata attraverso le azioni coreografiche di Camilla Monga e il risultato è tanto potente quanto delicato: VÆVER diviene un luogo in cui il limite diventa forza, coabitato da danza e musica. La coreografia è concepita come una trama in continua evoluzione, un progressivo passaggio da uno stato di coscienza a incoscienza, in cui si manifestano gli effetti che la musica produce sulla sfera emotiva.
Il corpo diviene alterego della performance musicale che tramite una combinazione di immagini si fa interprete di come vede il mondo o lo vorrebbe vedere.